
A prima vista queste scritte sembrano soltanto degli appunti di geometria scritti su un foglio. E’ un dettaglio dell’
affresco di
Sandro Botticelli raffigurante Sant’Agostino nello studio, che si trova nella
Chiesa di Ognissanti.

Quando pensiamo a
Botticelli è impossibile non pensare alla Nascita di
Venere o all’Allegoria della
Primavera, così, se proviamo a immaginarci la sua personalità, difficilmente lo classificheremo un buontempone.

Invece, proprio come
Brunelleschi anche
Botticelli aveva una passione per gli
scherzi e questo di cui vi parlerò è stato tramandato nei secoli, proprio con questo dipinto.
L’affresco di Sant’Agostino è stato realizzato circa 1480, probabilmente su commissione della famiglia Vespucci, e fa pendant con l’altro dottore della chiesa, il San Girolamo del Ghirlandaio che si trova a dirimpetto nella stessa chiesa.

Sant’Agostino è raffigurato nel suo studio come un
umanista contemporaneo all’artista circondato da manoscritti preziosi e da strumenti astronomici.

La mitria è appoggiata sul tavolo a indicare che Agostino è vescovo di Ippona. Il santo dalla espressione e dalla posa sembra colto in un momento di illuminazione divina.

Ma lo scherzo sta proprio negli
appunti del libro sullo scaffale. In mezzo a forme geometriche e ghirigori c’è una
scritta:
“Dov’è fra Martino? E’ scaphato. E dov’è andato? E’ andato fuor dela Porta al Prato”.

Probabilmente il
Fra Martino era uno dei frati
Umiliati e Botticelli, mentre realizzava l’affresco, ha notato che faceva delle scappatele fuori città, perché Porta a Prato non distava molto dalla chiesa.

Non sappiamo quale sarà stata la reazione di Fra Martino a vedere il suo segreto svelato. Secondo voi come ha reagito?
E soprattutto, cosa andava a fare fuori Porta al Prato?
Il calendario Un Avvento Particolare è un’idea di Katia Martinez – KATIAFLORENCEGUIDE
La mascotte Fiorino è ideata da Simone Frasca